In dialogo con le famiglie: nuove strategie ed esperienze
introduzione ai lavori
Sabrina Bonaccini
Negli ultimi anni i servizi educativi per la prima infanzia si trovano a operare in un contesto sociale profondamente trasformato.
Le famiglie che incontriamo quotidianamente sono famiglie plurali, attraversate da cambiamenti, segnate da fragilità nuove e portatrici di bisogni complessi. Questo richiede ai professionisti dell’educazione di rileggere il processo di coinvolgimento delle famiglie nel progetto educativo e costruire un dialogo autentico nel tempo.
Quando comunicare non basta: il dialogo con le famiglie
Erminia Fazzolari
La relazione tra servizi educativi e famiglie è uno degli snodi più delicati del lavoro educativo, uno spazio complesso, fatto di aspettative non dette, emozioni e bisogni che spesso faticano a trovare parole. Il dialogo con le famiglie è diventato più faticoso perché il contesto è cambiato. Questo intervento di apertura propone uno spostamento di sguardo: dalla logica del "genitore difficile" alla complessità della relazione comunicativa, con la consapevolezza che comunicare meglio non è un optional, ma una responsabilità educativa.
Com’è cambiato l’incontro di sezione: nuove strategie possibili
Vania Tagliavini e Alessandra Caprari
L’incontro di sezione è un momento di profonda importanza, dedicato allo scambio tra educatori e famiglie che richiede, oggi, nuove modalità di progettazione e conduzione per rispondere ai bisogni emergenti di partecipazione, flessibilità e inclusione da parte delle famiglie. La presentazione intende offrire una riflessione su come l’incontro di sezione necessiti di immaginare e sperimentare nuovi format di incontro, mettendo in luce criticità e opportunità e proponendo strategie per renderlo uno spazio dialogico e coinvolgente.
Cosa significa partecipare oggi?
Forme rinnovate di partecipazione delle famiglie
Roberta Prandi
La partecipazione nei nostri servizi educativi affonda le sue radici in una storia solida e condivisa, ma non smette di cercare, di aprirsi, di interrogarsi ogni giorno su che cosa voglia dire, oggi, “partecipare”. Insieme ai genitori rappresentanti dell’Interconsiglio dei cinque servizi educativi di Reggio Emilia, questa domanda è diventata spazio di riflessione condivisa, capace di trasformare parole e pensieri in azioni possibili. Ed è proprio in questi intrecci che qualcosa accade: le solitudini si avvicinano, i legami si tessono, le famiglie si riconoscono.
So-stare nelle storie
La relazione con le famiglie come narrazione condivisa
Daniela Mainetti e Elisabetta Marazzi
L’intervento intende valorizzare il pensiero narrativo come strumento di indagine orientato alla conoscenza e alla comprensione degli eventi relazionali tra servizi educativi e famiglie. La narrazione, come esito di un lavoro di osservazione e di auto-osservazione, consente di sostare all’interno delle storie di relazione quotidiana o formale con i genitori, accogliendo la complessità per rifuggire dal rischio di semplificazioni e da sterili contrapposizioni tra le parti.
Narrare vuol dire socializzare i propri riferimenti culturali, i propri orientamenti e il proprio background ed è proprio con l’emersione di questi aspetti, attraverso il racconto condiviso, che si apre l’opportunità di andare oltre e superare i propri pregiudizi.
L’estetica dell’accoglienza tra bellezza, cura e relazioni umane
Mariaelena Bega
L’estetica dell’accoglienza prende forma dalla trama delle relazioni, dove gli spazi, i gesti le emozioni si intrecciano per dare vita a esperienze di incontro e di riconoscimento reciproco. In questo orizzonte il lavoro educativo con le famiglie si configura come un vero e proprio ecosistema comunicativo, vivo e dinamico, alimentato dalla cura, dall’ascolto e dalle consapevolezze costruite insieme.
Dialogo aperto: spazio di ascolto per le famiglie
Roberta Prandi e Stella Musca
Come accogliere i bisogni delle famiglie e trasformarli in risorse? Accanto alla partecipazione alla vita educativa e scolastica dei figli, esiste un bisogno più silenzioso, ma profondamente presente: quello dei genitori di avere uno spazio proprio, tra adulti. Uno spazio protetto, non giudicante, in cui potersi fermare, ascoltare ed essere ascoltati, confrontarsi e, a volte, semplicemente rallentare. Quando l'ascolto diventa generativo, la partecipazione si amplia: dentro la vita dei servizi, ma anche dentro le relazioni tra adulti, dove nascono nuovi legami, nuova fiducia e nuove possibilità di essere comunità.
Co-educazione. Da approccio strumentale a partenariato
Nima Sharmahd
L’alleanza educativa con le famiglie è riconosciuta come elemento fondante della qualità pedagogica dei servizi per l’infanzia. Ma che cosa significa esattamente “partenariato”, e come emanciparsi da un approccio più o meno velatamente strumentale, per abbracciare relazioni autentiche? Attraverso esperienze e semplici situazioni in cui gli educatori si pongono in dialogo e riflettono sul quotidiano si apre una riflessione su questi temi a partire da concrete esperienze sviluppate in Belgio.
Comunicare le potenzialità nelle fragilità
Maria Tranquilli
Parlare di fragilità nei servizi educativi significa parlare di situazioni anche diverse tra loro che però hanno in comune ambiti di sviluppo che possono presentare preoccupazioni che attivano gli adulti. In queste situazioni, l’immagine di bambino che restituiamo nella comunicazione con le famiglie è particolarmente importante, perché consente ai genitori di vivere in modo più o meno positivo il percorso del proprio figlio o figlia, e consente di trasmettere la cura e la professionalità che il servizio educativo esprime. La documentazione, e le scelte in merito ad essa, sono un’importante strumento e strategia per comunicare alle famiglie un’immagine del bambino positiva e in crescita, rendendo evidenti le azioni delle educatrici.
Spazio alle call for project
Il convegno si svolge online in diretta
Venerdì 15 maggio 2026, ore 17.00